Diario di un CaNvaliere ; Pagina 2-3

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“La storia infinita”, non esiste una frase migliore per descrivere la mia vita in questo momento. Una composizione di parole che si taglia perfettamente addosso ai miei sentimenti come fosse stata cucita da un eccellente, sadico, sarto. Ogni volta che credevo di avercela fatta, di aver cambiato le cose, ecco la storia che si ripete, il cancro ritorna e la storia è davvero infinita.
Questa volta però tutto è diverso. Tutto è peggio. Sono dieci anni più vecchio e, come per tutti gli uomini che hanno la fortuna di invecchiare, sono dieci anni più lontano dall’incoscienza della giovinezza.

Quando devi combattere, l’incoscienza e la fiducia nel futuro sono tesori inestimabili. Tesori che si perdono giorno dopo giorno, crescendo e affrontando i problemi della quotidianità: come le fatture, le delusioni o gli stronzi. Allora senza neanche che ce ne accorgiamo, la nostra vita va avanti, perdendo colore, perdendo passione e ci ritroviamo vecchi, disincantati che respiriamo tristemente piuttosto che vivere.

Diventando grandi, tutto intorno a noi perde di significato, si fa peggiore. Tutto si fa Nulla.

“Prego il Signore per la tua vita, che sia fatta la sua volontà, ma che sia una storia a lieto fine. Tu cerca di dare un significato a questa lotta, sei sempre stato bravo in questo.” Mi ha detto l’altra sera un prete che conobbi dieci anni fa all’inizio della mia avventura. Ecco cos’è cambiato, cosa c’è di peggiore nella mia vita: sto già combattendo, ma ancora non ho scelto di lottare. Perché lottare significa credere, significa dare ancora una volta fiducia alla vita. Vuol dire dare un senso alla sofferenza. E questa è una cosa che forse non sono ancora pronto a fare.

Da giovani credere è facile, ma come si può sopravvivere a una serie di sogni infranti? Come si può credere ancora e ancora e ancora? Voi come ci riuscite?

“La storia infinita” è anche il titolo di un libro e un film meravigliosi. Sono cresciuto con quel film e col mito di Atreyu, che allora aveva circa la mia età e che per spirito e fattezze pareva un personaggio perfettamente tagliato addosso a me da un eccellente, adorabile, sarto.

Gmork, lo sporco aiutante del Nulla, insegue Atreyu per tutto il film, cercando di ucciderlo perché è l’unico in grado di salvare Fantasia dal dilagare del Nulla. Gmork è un mostro dall’anima nera, come la sua ombra, come la sua pelle, una macchia nera come quella che mi insegue ormai da un terzo della mia vita. Gmork mi ha raggiunto, è davanti ai miei occhi che minaccia la mia vita, il mio sogno, le mie speranze. E questa volta, mi duole ammetterlo, ma è più vicino che mai a distruggere Fantasia.

Allora lo chiedo come regalo di Natale, di riuscire ancora una volta a dare un significato a questa sofferenza, affinché io possa non limitarmi a combattere, ma possa scegliere di lottare. Perché “Se tanto dobbiamo morire, preferisco morire lottando.”

“Attaccami Gmork, io sono Atreyu.”

C’è stato un tempo in cui lo siamo stati tutti.

Ricordatevelo e non permettete mai al Nulla di togliere colore e significato alla vostra vita. #IoSonoAtreyu.

#fairitales
#insiemesipuò
#fuckthecancer
P.s. Stasera è in tv. Se volete rinfrescarvi la memoria…