Diario di un CaNvaliere; Pagina 10

In occasione della Giornata mondiale per la lotta contro il cancro, ecco la mia personalissima “Preghiera del malato”, da malato. Ricorda molto quella di un soldato, ma in fondo combattere il cancro è un po’ come andare in guerra.

– Preghiera del malato –

Signore mio, la battaglia divampa, mi hanno messo in mano le armi, ma io sono spaventato e solo.
Tremo mentre mi incammino alla guerra. Rabbrividisco nell’udire il numero dei caduti. Le gambe non reggono il peso della paura quando i vessilli con la grande H rossa mi circondano e i rulli dei tamburi chiamano il mio nome per scendere in battaglia.
Quando sarò sul campo, in mezzo alla furia, ti prego Signore di concedermi la calma per non maledire la mia vita, ma amarla tanto da scegliere di lottare per difenderla. Aiutami ad alzare lo scudo contro il mio nemico anche quando le sofferenze delle cure mi sembreranno peggiori della malattia stessa. Aiutami a fendere il suo fianco con la spada della speranza. Ancora, ancora e ancora. E quando mi attaccheranno più d’uno insieme e dovrò parare a destra e sinistra e i loro colpi mi spingeranno per terra, nascondendomi la tua luce, ti prego illumina il mio comandante. Concedi a me la fede d’affidarmi a lui come mi affido a te; di ascoltare i suoi comandi meglio di quanto non faccia coi tuoi. E dona a lui una luce capace di illuminare la strada al di lì del nostro nemico affinché trovi il modo d’aggirarlo e sconfiggerlo. Donagli anche la consapevolezza delle vite di cui si fa carico e di guarirmi come guarirebbe se stesso.

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Quando poi, ferito, uscirò un momento dalla battaglia per riprendere le forze e ritornarci, ti prego Signore di non farmi invidiare le gioie scontate di chi vive in pace, ma di farmi apprezzare ancora di più ogni respiro che mi conquisto col sangue. E ti prego di non farmi arrabbiare con loro quando loro non si cureranno dell’importanza della salute nel bilancio della propria vita.
Quando riabbraccerò le armi e tornerò nella mischia, accompagnami Signore. E fammi sentire ancora di più la tua presenza al mio fianco quando la chemio farà terra bruciata dentro al mio corpo come fuori, persino tra le persone che mi vogliono più bene.
Quando vedrò i miei compagni cadere, uno dopo l’altro, e mi lascerò travolgere dallo sconforto, domandandomi se la prossima freccia sarà per me, rallenta i battiti del mio cuore, ricordandomi che per tutti è riservata una sola fine, ma per ognuno è diverso il cammino.
Quando, infine, esausto e logoro arriverò persino a desiderare la morte, in quel momento aiutami a stringere più forte che mai l’impugnatura del mio scudo e rialzarmi, scegliendo la vita, sempre.

Aiutami Signore a guarire la mia anima, perché il cancro non è solo una malattia, ma un’avversità. E le avversità servono a crescere, perché se non le sfruttiamo per diventare uomini migliori allora rimangono solo sofferenze fini a se stesse. E io non voglio soffrire per niente.
E per quel che riguarda il mio corpo, non ti chiedo di vincere la guerra, perché le guerre non si vincono. Le battaglie ti devastano, fanno marcire la tua anima, ti induriscono, ti mutilano e niente di tutto ciò può essere chiamato vittoria. Ma alle battaglie si può sopravvivere.
Allora Signore, aiutami a sopravvivere ancora una volta.
Aiutami a vivere in un mondo di guerra e, ti giuro, combatterò sempre per la pace. Combatterò per la luce.

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